Approfondimenti socio/economici

Olivo e castagno

Il primo documento scritto in cui si parla della coltivazione dell’olivo è del 796 (“abbazia di Sesto e il lago di Bientina di Alberto Maria Onori”), più avanti la relazione Leopoldina del 1768 cita l’olio di Buti tra i migliori della Toscana, pertanto, si deduce che la coltivazione dell’ulivo doveva essere presente già da molti anni.

Coltivazione del castagno utilizzato sia per scopi alimentari, con presenza di molti metati per l’essicazione e conservaione delle castagne.

Pino

Ai tempi della Repubblica di Pisa il legno di pino veniva utilizzato per la costruzione della navi mentre la resina veniva utilizzata per l’impermeabilizzazione delle imbarcazioni ed era considerato reato tagliare i pini senza l’autorizzazione dell’Ufficio preposto in quanto ritenuti proprietà della Repubblica di Pisa.

Nel 1774 con notifica del duca Pietro Leopoldo si liberano le Comunità di Buti e Vicopisano dalla “servitù dei terreni pinati”, si poteva quindi tagliare liberamente il pino per far posto a olivi e castagni, senza avere l’autorizzazione da Pisa.

Il Lago di Sesto

Nel Lago di Sesto confluivano il Serchio (fiume di Lucca) e l’Arno, questo permetteva le attività commerciale tra Lucca, Pisa e Firenze.

Prima di arrivare alla decisione di prosciugare il Lago di Sesto erano stati effettuati diversi lavori di canalizzazione per permettere alla acque del lago di scaricarsi in Arno e non nelle pianure adiacenti.

Questi canali 1(nuovo Serezza nel 1562, Nuovo secondo Serezza nel 1655, il Canale Imperiale nel 1757) necessitano di moltissime persone per la costruzione e così in questi anni arrivano dalla Garfagnana, da Modena e anche dal Tirolo (fabbri); queste migrazioni fanno crescere la popolazione di Buti da 962 abitanti del 1551 a più di 4000 nel 1845.

Questi operai qualificati si dedicarono anche ai lavori agricoli, con terrazzamenti in pietra murati a secco per gli olivi in tutta la vallata, inoltre in prossimità dei frantoi furono costruite numerose cascate (o steccaie)in pietra o mattoni per regolare lo scorrimento delle acque.

I lavori per il prosciugamento del lago di Bientina (con una superficie di  30Kmq) iniziarono nel 1854 e terminarono nel 1859, anche alcune famiglie di Buti fanno parte della Società che si occupa della costruzione del ponte sull’Arno, presso la Botte. Questi importanti lavori portano ad un incremento degli abitanti di Buti in quanto serve molta manodopera che arriva anche dalla garfagnana e da Modena

Spese dal 1867

Da ricerche di archivio svolte da Franco Lari emerge tutta una serie di documenti redatti dal Comune per essere degno di questo nuovo status: 

    • 1866 istituzione della Guardia Nazionale a Buti (Capitano Ludovico Disperati)
    • 1867  trattative per lavori per l’acquedotto comunale (circa 47 mila lire)
    • 1868 istituzione di un portalettere salariato relativo uffici postale
    • 1871 istituzione del servizio di telegrafo
    • 1873 appalto per l’illuminazione pubblica del paese (vince Luigi Parducci)
    • 1874 spesa prevista di lire 1269,25 per sistemazione tratto del Rio Magno dopo i danni provocati dallo straripamento nel 1872

    • 1877 spese per la costruzione della scuola elementare maschile e femminile(circa 37 mila lire); prima seconda e terza maschile con 108 alunni e maestro Appio Frullani, scuola femminile con 82 alunne, maestra Pia Gialdini nei Cosci)

    • spese per nuove sepolture nel cimitero

    • 1883 ampliamento della Piazza della Chiesa (circa 25 mila Lire)
    • 1886 viene istituito il servizio di Guardia Municipale
    • 1886 regolamento per il servizio sanitario del comune, diviso in due circondari con un medico e una levatrice per circondario mentre il farmacista sarà unico.
    • 1897 appalto per illuminazione pubblica e spazzatura aggiudicato da Fabio Valdiserra

    • aumento spese comunali per introduzione dell’illuminazione pubblica in alcune strade di Buti (a petrolio, poi dal 1910 con lampioni elettrici e quindi aumento delle spese comunali)
    • il Comune delibera fognature e ripavimentazione delle strade principali del paese (notevoli spese pubbliche)
    • aumento spese per il mantenimento dello Spedale (nel 1900 si delibera di istituire il ricovero Umberto I per i malati cronici)
    • spese per l’istruzione elementare
    • spese per l’acquedotto di San Giorgio (acceso un mutuo di 47.000.00 Lire)

    • Primi del’900: il sindaco e 15 su 20 consiglieri si dimettono, il Comune versa in grave stato di disavanzo.

Malattie

Nel 1871 la popolazione di Buti è di 4969 abitanti,  di questi 300 svolgono il lavoro di tessitrici, lavoro prevalentemente femminile, svolto nelle proprie case (nel 1876 si raccolgono 339.542 kg di bozzoli di seta) e 100 risultano operai di ceste e corbelli che lavorano nelle cantine, in condizioni non salutari proprio per la tipologia del lavoro (il legno deve essere tenuto nell’acqua e umidità per essere lavorato); infatti alla visita per la Leva militare del 1878 su 236 giovani abili ne sono stati scartati 233 per gracilità o bassa statura, conseguenzea del mestiere del corbellaio.

Ancora, in questa seconda metà dell’800, precisamente nel 1872 si hanno, in paese, casi di febbre miliarica in paese (malattia infettiva provocata da febbre acuta e prolungata con eruzioni cutanee simili alla granella del cereale miglio e poteva portare alla morte) e nel 1880-1881 l’epidemia di vaiolo.

Nel 1878-1879 la relazione sulla raccolta delle castagne  riporta “è continuata la malattia che distrugge i castagni e i terreni vengono sementati a pini”(commissione ministeriale inviata a Buti-Franco lari pg 362)

Nel 1884 la commissione sanitaria di Buti  dispone la stanza del caffe del teatro per disinfettare i bagagli di coloro che ritornavano dalla Francia dove si era manifestata infezione di colera, nell’estate del 1885 muoiono più di 200 persone per colera a Buti su 400 casi.

1878 allevamento bachi da seta è in decrescenza

Nel 1901 il Consiglio Comunale  evidenzia come la malattia del castagno sta distruggendo la produzione da più di 30 anni.

Nel 1902 la relazione del Consiglio Comunale di Buti al prefetto di Pisa evidenzia il momento di difficoltà che il paese sta attraversando: “i coloni non hanno capitale e niente da parte per la vecchiaia”, “l’alimentazione non è varia, polenta in inverno, erbe dei campi in estate, poca carne” e ancora “salute cagionevole dei corbellai”, inoltre nel 1903 si attesta la chiusura di molti mulini causa concorrenza dei grandi stabilimenti. Nel periodo 1900-1901 si ebbe una scarsa produzione di olio, fonte di sostentamento economico per molte famiglie e purtroppo questa situazione si ripetè nel 1903 quando la grandinata del 18 agosto mise in crisi la raccolta delle olive dell’anno e nel 1904-1905 dove il raccolto fu scarsissimo a causa della mosca olearia e della siccità.

Nel 1907 epidemia di vaiolo in Francia e si effettuano 500 vaccinazioni  a Buti (questo evidenzia uno stretto legame Buti/Francia)

Per le attività economiche Franco Lari riporta nel suo libro “Storia di Buti dalle origini al 1840” informazioni interessanti sull’andamento dell’economia:

  • 1873 a Buti sono presenti 34 molini da farina che occupano da 3 a 10 persone al giorno e 29 molini ad olio; nel 1903 i frantoi per olio sono 16.
  • la produzione di olio ha avuto punte massime di 7.000 q.li ma  1900-1901 è di 1.300q.li e addirittura nel 1903 è di 600q.li
  • le cause dello scarsissimo raccolto sono: la mosca olearia, la grande siccità estiva e la grandinata ad agosto 1903.