Informazioni storiche
Il nome Buti compare per la prima volta nel 1068 con il significato: Pascolo di Buoi, ma per Enrico Valdiserra in “Memorie di Buti” trae origine dal L. Fabio Buteo che ebbe questi territori nel 179 a.c per il valore dimostrato nella guerra contro i Liguri Apuani in favore di Roma. Buti entrò a far parte del Comune di Vicopisano nel 1776 Vicopisano che comprendeva anche le parrocchie Caprona, MonteMagno, San Giovanni alla Vena e Uliveto. Già dal 1810 però si formarono comitati e si fecero richieste per l’autonomia; finalmente il 2 giugno 1867 divenne comune autonomo e il 4 ottobre si ebbe lo stemma comunale con l’aquila, l’olivo e il castagno.
Nel 1871 la popolazione di Buti è di 4969 abitanti, nel 1901 è di 5529 ad agosto 2022 è di 5500 abitanti.
Contesto socio-economico
Buti si trova in una valle del Monte Pisano, alle pendici del Monte Serra (m917 s.l.m) ricco, per sua natura di pini e castagni, mentre la coltivazione dell’olivo è da sempre presente nel suo territorio. La vallata è ricca di acque sorgive (si contano più di 40 sorgenti) e fiancheggiato, almeno fino al 1859 dal maggior lago del territorio toscano, il Lago di Sesto.
Nel 1800 risultano a Buti 18 mulini dedicati alla macinatura di cereali e 11 mulini per la frangitura delle olive. (Memorie di Buti di Enrico Frediani), la presenza di numerosi mulini e frantoi incrementa notevolmente il mestiere di barrocciaio per il trasporto dei corbelli, ceste, cereali/farine/olio da e per la piana (Empoli, Livorno, Lucca, Firenze), per altre derrate alimentari Buti dipendeva completamente dai territori di Lucca e Pontedera.
Dalle statistiche del 1873 risultano 34 molini a farina e 29 ad olio (Franco Lari)